Favorevoli uno, contrari quattordici

Oggi Kobane è un museo a cielo aperto della vergogna dell’umanità. Di cosa è stato lasciato accadere.

(Zerocalcare, Kobane Calling, Bao, Milano 2016)

In quanto promotori della raccolta firme per il gemellaggio Cave/Derik, è nostro dovere – ma non un piacere – riportare un breve resoconto dell’esito della proposta, nel rispetto di chi ha firmato e di chi ci ha incoraggiati, sostenuti, aiutati.

Ottobre 2015

Inizia la campagna di raccolta firme, discreta e silenziosa, per portare in consiglio comunale una proposta di delibera per un gemellaggio con Derik, una città del Rojava (cantone di Cizre, nord della Siria). Informiamo il sindaco della raccolta firme in corso e riceviamo un parere positivo.

Novembre 2015

Il 10 novembre, nella sala teatro della scuola media, il giornalista indipendente Ivan Compasso presenta il libro Kobane dentro e racconta alle circa 60 persone presenti la sua esperienza dentro la città assediata dall’Isis (per sottolineare l’importanza del suo intervento, ci teniamo a ricordare che è stato uno dei pochi giornalisti al mondo ad avere la possibilità di entrare a Kobane non ancora liberata). Il suo contributo è stato arricchito anche da un documentario, Puzzlestan. I confini sono i limiti dei popoli, da lui stesso girato tra Turchia, Iraq e Siria.

Decidiamo di concludere la raccolta firme con circa 400 nomi validi, una cifra tanto importante quanto simbolica: siamo arrivati a questo numero grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto e aiutato raccontando quanto appreso sul Rojava e raccogliendo firme per sostenere questo progetto.

Il 24 novembre le firme vengono consegnate all’ufficio protocollo del Comune di Cave.

Dicembre 2015

Il sindaco Angelo Lupi ci informa che nel corso dei mesi ha maturato delle riflessioni che ci vuole comunicare riguardo alla vicenda, e rimanda la discussione a dopo le festività natalizie.

Gennaio 2016

Verso la fine del mese siamo stati convocati dal sindaco, il quale ci esprime delle perplessità sul seguente punto della nostra proposta:

Chiedere al Governo italiano di riconoscere l’autonomia curda e di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune, anche europee, l’autodeterminazione del popolo curdo.

Durante l’incontro non c’è stata nessuna osservazione esplicita riguardo al gemellaggio in sé: la sua unica richiesta è stata quella di eliminare questo punto dal documento, perché, ci viene detto, avrebbe reso l’approvazione del gemellaggio più difficile.

Accettiamo questa proposta: anche senza questo punto, il progetto di gemellaggio non sarebbe stato snaturato.

Febbraio 2016

Su invito dello stesso sindaco, partecipiamo a un incontro con i capigruppo del consiglio comunale dove ci viene comunicato che il gemellaggio non si farà. Le motivazioni principali sono:

  • il Rojava non è riconosciuto e la Siria è uno stato sovrano (il bisogno di riconoscimento dei curdi e del Rojava, che affonda le radici in una rivoluzione culturale cominciata da decenni, viene paragonato al folle proposito di secessione voluto dalla padania);
  • il Comune di Cave non può assumersi la responsabilità di chiedere allo Stato italiano di mobilitarsi a favore dell’autonomia del Rojava (tanti altri Comuni italiani hanno fatto, e continuano a fare, questo tipo di gemellaggi).

Ciò che si vuole portare avanti è solo un “riconoscimento di solidarietà”.

Ci viene chiesto di modificare le nostre richieste, togliendo la parte fondamentale per la quale questo progetto ha preso vita, il gemellaggio.

Per agire nella massima trasparenza, dopo l’incontro protocolliamo una lettera indirizzata a tutti i capigruppo in cui ribadiamo che le firme raccolte erano soprattutto per il gemellaggio, aspetto centrale per un aiuto concreto nei confronti del popolo curdo. Nella lettera invitiamo (di nuovo) tutto il consiglio comunale ad approvare il gemellaggio, e proponiamo, come alternativa più semplice, la realizzazione di un atto amministrativo volto a mostrare concretamente la vicinanza al popolo curdo e al genocidio che sta vivendo. Quest’atto poteva essere, per esempio, la concessione della cittadinanza onoraria al popolo curdo in riconoscenza dell’impegno in difesa della libertà e della lotta contro le barbarie dell’Isis.

Marzo 2016

Dopo 111 giorni la nostra delibera arriva finalmente alla discussione in consiglio, nonostante lo Statuto del Comune di Cave ne prevede al massimo 40 (Capo III, ART. 34, punto 4).

La discussione si conclude con 14 voti contrari (amministrazione/gruppo Cave Bene Comune e gruppo ViviAmo Cave) e solo 1 favorevole (consigliere Casali Matteo del gruppo Cave Insieme); 3 gli assenti (Rossi Mauro, facente parte dell’amministrazione, e i consiglieri di Cave Insieme Boccuccia Sergio e Moroni Martina).

Approfondimenti

Se qualcuno fosse interessato all’approfondimento delle dinamiche che hanno portato all’esito negativo della proposta, può iniziare leggendo la presentazione della raccolta firme e il documento ufficiale del consiglio comunale con le parole del sindaco e dei consiglieri.

Chi volesse avere ancora più informazioni può scriverci per avere tutto il materiale (lettere protocollate e documenti).

Ringraziamenti

Infine, un sentito ringraziamento va:

  • a tutti coloro che ci hanno aiutato a raccontare questa storia e a raccogliere le firme;
  • a tutti coloro che hanno firmato per la realizzazione di questo progetto;
  • agli amici di Genazzano per averci sostenuto in questi mesi;
  • al giornalista Ivan Compasso, che, nonostante i suoi molteplici impegni, ha voluto raccontare la sua esperienza avuta nelle zone di guerra qui a Cave, arricchendo chi ha avuto la possibilità di ascoltarlo;
  • all’associazione Ma’n te movie per l’aiuto nella realizzazione dell’intervento di Ivan Compasso;
  • a tutti coloro che credono che un futuro migliore sia possibile e che dipenda soprattutto dalla cultura in tutte le sue manifestazioni.

Chiara e Alessandro

modificato il 27 aprile 2016: aggiunto incontro di gennaio